Magnhild Winsnes | Shhh. L'estate in cui tutto cambia


Libro del mese | Aprile 2019

Shhh, come racconta il sottotitolo, è la storia dell’estate in cui tutto cambia. Una vacanza che comincia come ogni altra, con Hanna che va al mare e si ritrova con Siv e Mette, le sue amiche estive. Ma quest’anno non è come tutti gli altri: le tre ragazze stanno, ognuna al proprio tempo, attraversando quella fase di passaggio che dall’infanzia le sta portando, poco alla volta, verso l’adolescenza.
Così, d’improvviso, senza davvero capire come e perché, ognuna di loro si sente fuori posto: Hanna è ancora una bambina, vuole fare le gare di apnea e catturare i granchi, Mette pensa ai ragazzi più grandi e a fare giri in macchina nonostante le regole dei genitori, Siv sta un po’ nel mezzo, vorrebbe essere già di là, ma non sa bene come.
Magnhild Winsnes, al suo esordio nel graphic novel, racconta questa fase di transizione con tutta la genuina sincerità tipica degli autori nordici, capaci di raccontare l’infanzia (anche quella che ci si lascia alle spalle) con limpida trasparenza, senza sovrastrutture.

link e approfondimenti


se ti è piaciuto Shhh leggi anche…

Selezione a cura di Banana Oil


E la chiamano estate, di Jillian Tamaki e Mariko Tamaki

Bao Publishing, 2015

Se ti è piaciuto Shhh dovresti senza dubbio leggere anche E la chiamano estate, per molti versi suo diretto predecessore. La storia, se vista da lontano, è grossomodo la stessa: Rose e Windy sono due amiche che si vedono ogni anno in vacanza al mare si trovano, quest’anno, a confrontarsi col fatto d’essere un po’ cresciute, di essere entrate in una fase di transizione nella quale non sanno bene come comportarsi né cosa provare. Sanno solo che qualcosa è cambiato.
Ma a leggere più da vicino il contesto è ben diverso. Si intravede il dramma interiore della madre di Rose, la protagonista, e gli effetti che il suo stare male hanno sulla sua famiglia. Sullo sfondo i ragazzi e le ragazze più grandi sembrano a portata di mano ma continuano ad appartenere a un mondo altro, con il quale è difficile comunicare davvero. Lo stesso rapporto tra le due amiche si fa più complicato, insinuato da una punta di lontananza che le due non riescono del tutto a definire ma che percepiscono con chiarezza.
E la chiamano estate si chiude con un finale meno neutro (ma comunque non consolatorio) di Shhh e pare riferirsi a un pubblico appena un po’ più grande, ma i due titoli condividono la genuina capacità di rappresentare quel momento di crescita e il confronto che porta con sé. Leggerne e apprezzarne uno dei due non impone ma suggerisce con forza la lettura dell’altro.

Una sorella, di Bastien Vivès
Bao Publishing, 2018

Proseguendo su storie estive di ragazzi in vacanza che, trovandosi un po’ cresciuti, non hanno più del tutto i mezzi per capire cosa sentire e come comportarsi, se ti è piaciuto Shhh (e sei maggiorenne) allora leggi anche Una sorella.
Una tranquilla vacanza al mare, due fratelli che cacciano granchi, disegnano e giocano ai Pokémon. E poi l’elemento estraneo, Helene, figlia di amici di famiglia. È più grande di Antoine, il protagonista tredicenne, ma quella è un’età di passaggio, in cui i confini sono un po’ sfumati e stanno venendo giù, assieme a tutte le voglie e le insicurezze del caso. I due si avvicineranno senza sapere per bene cosa stanno facendo. Il loro rapporto riesce ad essere al contempo ingenuo, genuino e lezioso in parti uguali. Ma è anche raccontato con ironia e abilità, alternando dolcezza e piacioneria che sono due tra le doti più ragguardevoli di Bastien Vivès.
Fino al finale. Finale che, un po’ come quello di Shhh, riesce ad essere un silenzioso fulmine a ciel sereno, qualcosa che rifugge il lieto fine ma anche il drammone esistenziale e che, proprio nel suo apparire neutro e sussurrato, colpisce con la forza di qualcosa che non è né neutra né sussurrata.

Misdirection, di Lucia Biagi
Eris Edizioni, 2017

Sempre vacanze estive (stavolta in montagna), sempre due amiche, sempre una storia di crescita e confronto con sé e con gli altri, se ti è piaciuto Shhh allora leggi anche Misdirection.
Con una straniante, ma efficace, colorazione acidissima Lucia Biagi racconta di Federica, ragazzina di città in vacanza con i nonni, e di Noemi, avvenente ragazza del luogo. Dopo una serata in discoteca le due si perdono di vista, Federica trova il cellulare dell’amica e non riesce a trovarla. Sul telefono di Noemi cominciano ad arrivare da un numero sconosciuto foto di lei svestita, con la minaccia che verranno rese pubbliche. Si preoccupa, la cerca, si sente in parte responsabile.
Le due ragazze si ritroveranno (spoiler?), ma Noemi non è preoccupata, va tutto bene. Ed è lì che Federica esplode e, come quasi tutti gli altri abitanti del paesino, giudicherà l’amica perché non è e non si comporta dalla “ragazza bene” che tutti vorrebbero che fosse.
Per quanto a tratti un po’ goffo, goffaggine che gli valse qualche critica per essere giudicante quanto i suoi personaggi, Misdirection rimane un bel racconto che riflette sullo stereotipo di “ragazza per bene”, su quanto siamo pronti a giudicare e condannare, magari senza aver compreso fino in fondo la situazione (come Federica), sulla pressione che la società ti pianta addosso. Soprattutto se sei una ragazza.

Non mi sei mai piaciuto, di Chester Brown
BleckVelvet, 1999

Non mi sei mai piaciuto è parte di quella sorta di autobiografica trilogia spirituale sugli affetti e sulla sessualità scritta nel corso degli anni da Chester Brown. Assieme a Io le pago e Playboy, l’autore canadese ripercorre alcune tappe della propria vita riflettendo, in maniera più o meno (quasi sempre più) esplicita sul suo rapporto con la sessualità. Dei tre, Non mi sei mai piaciuto è il più intimo, il più umano si potrebbe dire, e se ti è piaciuto Shhh per il suo raccontare un’età di transizione nella quale nessuno sa davvero cosa sta facendo (un po’ il leitmotiv di questo percorso di lettura) allora lo dovresti leggere.
Seguiamo le vicende di un giovane Chester, ragazzo di bell’aspetto ma bersagliato dai compagni di classe perché non dice le parolacce, popolare tra le ragazze ma in qualche modo incapace di relazionarsi con loro: un po’ coinvolto un po’ distaccato, un po’ compiaciuto un po’ confuso, fa finta di non capire e non capisce in ugual misura. Il racconto procede da una vignetta all’altra, sparse su un opprimente sfondo nero, tra giochi d’infanzia e primi amori, impacciati approcci sentimentali e conflitti con una situazione familiare difficile.
C’è, anche qui, la riflessione su quello che gli altri si aspettano da te, solo che Chester non si piega, e anzi prosegue ostinato per la sua strada, anche quando è del tutto consapevole che sia quella sbagliata.

Tumulto, di Alice Milani e Silvia Rocchi
Eris Edizioni, 2016

Infine, se ti è piaciuto Shhh perché ti piacciono le storie che prendono i personaggi e, spostandoli al di fuori del loro ambiente familiare, trasformano un semplice momento dell’anno come una vacanza in occasione di crescita e confronto, allora leggi anche Tumulto.
Due ragazze, una band fallita alle spalle, un viaggio in moto attraverso i Balcani per raggiungere la Drina. Lungo la strada, diversi incontri, qualche inconveniente e soprattutto molte, moltissime occasioni durante le quali i nodi possono venire al pettine.
Quello raccontato da Silvia Rocchi e Alice Milani è un viaggio fatto in ugual misura di silenzi e di urla in faccia. Lunghi chilometri di strada che scorrono sotto le due ruote di una moto stracarica si alternano a serate in musica e visite a nostalgici musei di luoghi che ancora non si sono ripresi dalla caduta della Jugoslavia unita. C’è bellezza e malinconia, rancore e affetto, voglia di divertirsi ma anche di chiudere col passato, metterci una pietra sopra e andare avanti. La Drina è la meta, poi da lì si vedrà.