Andrea Provinciali: dalle canzoni d’amore ai film cult di REMAKE

Andrea Provinciali: dalle canzoni d’amore ai film cult di REMAKE

L’etichetta indipendente New Monkey Press Records presenta una nuova collana editoriale: REMAKE, basata su illustrazioni che omaggiano il mondo del cinema. Il progetto prevede la realizzazione di videocassette di carta in un’esplosione colorata di fotogrammi, copertine e locandine. Ogni VHS è un vero e proprio rifacimento grafico di un film di culto che ha fatto la storia del cinema. Dopo la presentazione iniziale alla scorsa Lucca Comics & Games, le VHS di REMAKE saranno protagoniste di una mostra off a BilBolBul presso Lortica. Ne abbiamo parlato con Andrea Provinciali, già collaboratore de Il Mucchio, e ideatore, insieme a Brizio e Manlio Massimetti, anche di This Is Not A Love Song, progetto autoprodotto che unisce musica e fumetto/illustrazione/grafica, cercando di cogliere la verità più intima ed elusiva di una canzone d’amore.

THISISNOTALOVESONG_300La vostra produzione è nata con il progetto This is not a love song. Ci narrate come è nato e cosa lo caratterizza?
Nasce da una mia idea che in parte era già stata sviluppata per Tiamottì! 11+1 canzoni d’amore italiane a fumetti, un libro che ideai e curai nel 2010 per Arcana Edizioni: unire musica e fumetto circoscrivendo il raggio d’azione alle sole canzoni d’amore, così da contestualizzare bene il tutto per non renderlo troppo dispersivo né generalista. Proprio da quell’esperienza si è poi sviluppato ciò che che ha portato oggi a This Is Not A Love Song. Circa tre anni fa mi era venuta voglia di dare un seguito a Tiamottì! affrontando però stavolta i brani romantici stranieri. Solo che era proprio l’idea del libro come pubblicazione unica e che poi finisce a prendere polvere sugli scaffali delle librerie a non convincermi troppo. Così, mentre selezionavo le canzoni – divertendomi pure un sacco nel farlo – mi sono messo anche a pensare a come sviluppare la copertina del libro (che doveva essere). Avevo in mente la cover di No Control dei Bad Religion, mi piaceva l’idea di usare la scritta in quel modo. Così, sono andato a cercare il jpg della copertina su google immagini e la prima che mi è uscita è stato il booklet in tutta la sua lunghezza della musicassetta di No Control. Lo guardo e capisco che era proprio quello che volevo fare. Ovvero delle illustrazioni di canzoni d’amore piegate a organetto delle stesse dimensioni di una vero tape. Ogni canzone, una cassettina. Ciò avrebbe addirittura scavalcato il limite di numero dei brani da scegliere, visto anche che in un libro, come ben sappiamo, le pagine non sono infinite. Di fatto, TINALS è un progetto che potrebbe durare idealmente all’infinito, dato che di brani romantici ne è pieno il mondo della musica, dal folk al metal, dal mainstream all’underground, ecc. Ed è proprio su questo equilibrio, su questo mix di suggestioni diverse che si basa l’intero progetto. In poche parole TINALS si basa sul rapporto fecondante tra musica e illustrazione ed è caratterizzato dall’utilizzo originale di un formato, la musicassetta, oramai desueto.

003-aranciameccanica-300Dopo audiocassette e LP, con Remake siete passati alle VHS. Cosa vi ha indotto ad allargare i vostri progetti e coinvolgere l’ambito cinematografico?
Guarda, a dirla tutta, forse il salto da audiocassetta a videocassetta è quello più naturale e lineare dal punto di vista del progetto, perché il formato è simile (confezione di plastica che contiene solo il supporto di carta; il vinile forse è stato un poco più forzato) e mantiene intatto lo stesso principio: mettere il cinema nelle mani libere e anarchiche del fumetto. Comunque, abbiamo ragionato prima di tutto sul formato e poi successivamente sul contenuto. Fai conto che, non appena abbiamo pensato alle VHS, io inizialmente ero proiettato verso il porno (sì, illustrare “oscenità” in VHS). È stato poi Brizio – il mio collega – a suggerire saggiamente di far disegnare film di culto. E ci ha preso alla grande. Anche se prima o poi arriverà pure il porno. Perché anche quest’ultimo, come la musica, il cinema e la letteratura, si ricollega a un immaginario comune e collettivo nel quale chiunque in qualche modo si riconosce.

È davvero possibile racchiudere un film in quindici fotogrammi?
Questa è una bella domanda che dovremmo girare ai fumettisti, dato che noi forniamo soltanto la cornice editoriale dentro la quale operare. Sai, certe cose avvengono quasi per caso: quando si progetta una nuova collana, il formato è molto condizionato da esigenze tipografiche, come il foglio sul quale stampare, e in questo caso il fotogramma (delle stesse dimensioni di una VHS) su quel foglio ci entrava esattamente 15 volte. Quindi la scommessa che abbiamo girato ai fumettisti era proprio questa: disegnare il film in 15 fotogrammi (che poi in realtà sono 12, in quanto 3 hanno richiami redazionali che fungono da colophon). Infatti, Aka B per Eraserhead non ce l’ha fatta a rispettare il limite ed ha consegnato ben 33 fotogrammi: solo per lui infatti abbiamo realizzato il fronte/retro più un ulteriore mini poster – ma c’è da considerare il suo amore viscerale verso quella pellicola “non facile”, e il lavoro che ha fatto è un qualcosa di enorme, artisticamente parlando. Comunque sia, abbiamo constatato che per la maggior parte di loro quei 15 fotogrammi più la locandina (33×69 cm, che rappresenta il vero omaggio artistico del fumettista alla pellicola) sono stati perfetti per racchiudere il film. Il fumetto è “sintesi” per definizione, a volte basta un solo disegno per racchiudere tutto un mondo. Quello che mi incuriosiva molto era vedere quali scene ogni fumettista avrebbe scelto per raccontare il film: perché ogni fotogramma disegnato può anche essere considerato una cartolina a sé stante e quindi essere regalato, o appeso a una parete scollegato dagli altri, però sfogliati tutti assieme devono rappresentare il film. Secondo me, i fumettisti chiamati fino ad oggi hanno fatto un gran lavoro.

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Cosa vi lega alle videocassette, come oggetti fisici?
Tante ore passate sul divano e chilometri di pellicole riavvolte. Ma anche tante multe per averle riportato in ritardo al videonoleggio. Quindi sì, un po’ di nostalgia, ovvio. Ma anche tanta gioia per aver trovato oggi chi ancora produce i case di plastica. Anche per le vhs, come per le cassette, quello che più teniamo a ribadire è che il nostro intento non è quello di cavalcare l’onda nostalgica verso l’analogico, ma riportare in vita certi formati donandogli una funzionalità nuova.

Oggi i film si scaricano o si vedono in streaming. Ritenete che sia andata persa una parte dell’esperienza di fruizione di una pellicola?
Beh, io mi considero una specie di bulimico verso musica, film, libri e fumetti… per cui l’avvento del filesharing, dello streaming illegale o meno l’ho sempre considerato come una sorta di età dell’oro della contemporaneità. Mi piace stare dietro a tutte le novità, non sono uno che si crogiola nel passato, e Internet mi dà la possibilità di stare al passo con tutto, di avere più spazio in casa (evviva gli hardisk) e spendere meno. Quando posso mi piace andare al cinema, però diciamocelo le vhs non è che nascondessero tutta questa qualità. Guardare un film in divx su VLC va benone uguale.

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Come viene abbinato un autore a un film? Gli autori hanno scelto liberamente il film da reinterpretare o avete pensato a degli accostamenti stilistici?
Noi abbiamo buttato giù una lista di film che abbiamo girato ai fumettisti, alcuni di loro hanno pescato da lì, altri hanno fatto la propria proposta che è stata accolta. Ovvio che conoscendo il film e il fumettista cerchiamo un abbinamento stilistico che sia coerente. L’importante è che i film scelti vadano a confluire nell’immaginario collettivo, pellicole troppo di nicchia potrebbero dar vita a lavori bellissimi ma arriverebbero a pochissime persone. Per il momento cerchiamo di focalizzarci sui cult movie, poi in futuro chissà: a me piacerebbe che qualcuno illustrasse Gummo di Harmony Korine, ma so già che resterebbe uno dei titoli meno venduti.

005-onceupon-300Come avete concepito la mostra di BilBolBul? Avete pensato a un’esposizione delle illustrazioni o vorreste dare al visitatore un’esperienza legata ai film?
Lo spazio de Lortica, dove esporremo, si presta a una mostra “pop” dei lavori, per cui molto semplice ma ben contestualizzata: metteremo tutte le componenti grafiche di ogni VHS più qualche poster creato ad hoc per ognuna di esse, e in sottofondo – durante i giorni del festival – una bella selezione musicale fatta su misura. Ci piace molto l’idea che la gente vada nel locale per bere una birra per poi trovarsi immersa in questo flusso immaginifico di fotogrammi.

Oltre ai cinque autori iniziali ne saranno coinvolti altri in Remake?
Certo, stiamo già organizzando le prossime uscite e ne vedremo delle belle. Ma la vera anticipazione che posso farti è che proprio in occasione del BilBolBul uscirà la VHS 006: The Goonies, reinterpretazione grafica di Spugna (ve ne mostriamo un’anteprima qui; n.d.r.).

 

AL FESTIVAL

REMAKE. FILM IN VHS COME NON LI AVETE MAI VISTI

19 NOVEMBRE ~ 10 GENNAIO
LORTICA

Inaugurazione con dj set
Giovedì 19 novembre h22

In collaborazione con
New Monkey Press Records
This Is Not A Love Song presenta REMAKE, un gioco con un oggetto di culto, il VHS, una selezione di autori (Aka B, Dario Panzeri, Marco Galli, Livia Massaccesi e molti altri) per raccontare i cult movies che hanno segnato una generazione. Una mostra e un dj set a suon di videocassette.

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